Mondo agricolo
ADDIO A MONDO AGRICOLO?
Parlare di Mondo Agricolo adesso, vuol dire dover usare un verbo al passato.
Come qualcuno di voi avrà probabilmente già saputo, il programma è stato momentaneamente sospeso. Non per carenza di ascolti (sembra una battuta... e scusate l'immodestia), nè tantomeno per il venire meno degli sponsor (che ci sono fedeli ormai da diversi anni), quanto piuttosto per fare spazio a un esperimento televisivo di cui vi parlo fra poco.
Sta di fatto, che dopo vent'anni (20!) di, credo, onorata carriera, l'appuntamento settembrino con la ripartenza della trasmissione quest'anno non ci sarà. Al suo posto nasce La regione del Garda, questo programma che si prefigge di individuare i punti che accomunano (o differenziano) le provincie che gravitano attorno al Garda, ovvero Verona, Mantova, Brescia, Trento e Vicenza (per i dettagli più aggiornati vi rimando alla videata predisposta sul sito).
In sostanza, dopo tanti anni di agricoltura, territorio e tradizione, il nuovo obiettivo ora è quello di capire se La regione del Garda ha in sè i crismi per essere considerata tale. L'industria, la cultura, la società... che cosa accomuna questi elementi? Cercheremo di scoprirlo, mettendoci il solito impegno e, argomenti permettendo, quel briciolo di brillantezza che mi piace esternare.
Mondo agricolo è arrivato fino a qui con all'attivo qualcosa come 800 puntate. Un traguardo insperato agli esordi, quando la trasmissione era limitata alla sola provincia di Verona. L'escalation, col passare del tempo, lo ha fatto trabordare fino a toccare praticamente tutto il Norditalia (tranne Liguria e Valle d'Aosta) più la Toscana.
Un viaggio incredibile che continuo a portare nel cuore e dal quale, in tutta sincerità, sto facendo veramente fatica a staccarmi. Ma mi è stato chiesto un impegno particolare, un nuovo obiettivo da portare avanti pur fra mille incognite.
Vedremo.
Che cosa rimane, per ora, di Mondo Agricolo?
Beh, al di là del ricordo, rimangono le guide, i miei libri, dedicati a Verona, Vicenza e Bolzano, le provincie alle quali mi sento più affezionato. A parte Gustando l'Alto Adige, che uscirà a novembre, gli altri sono in libreria, tuttora disponibili e, bontà vostra, finora molto venduti.
E a me?
A me rimane innanzitutto la consapevolezza di aver dato vita a qualcosa di unico, forse irripetibile, ricco di risvolti umani e professionali che magari, un giorno tradurrò in un libro. E insieme a questo, la speranza che, in tempi di forte cambiamento del mondo delle tivù locali, la nuova avventura che sto per intraprendere sia in grado di essere interessante e piacevole, in grado di ritagliarsi una fetta di attenzione mirata. Forse non sarà mai come Mondo Agricolo, ma quantomeno ci proverò!
Come veniva realizzato "Mondo Agricolo"?
LA PREPARAZIONE. Una volta individuati gli argomenti che si vogliono trattare (ispirati soprattutto dalla stagionalità, ma anche dalla storia di un luogo, dall'evento particolare e molto altro ancora), il sottoscritto effettuava un accurato sopralluogo, che richiedeva due giorni di supervisione e organizzazione nei luoghi che deputati, qualche giorno dopo, alla registrazione della puntata.
LA REGISTRAZIONE. Una puntata necessitava di due giorni di ripresa (talvolta anche di più), durante i quali ci si spostava di luogo in luogo, perfezionando con le telecamere il lavoro preparatorio effettuato la settimana prima. Ogni momento veniva organizzato in funzione di una logica espositiva ben precisa, dalla quale doveva trasparire l'anima dell'azienda o della storia che si stava raccontando.
IL MONTAGGIO. Era la parte più complicata della trasmissione, che solo un regista del calibro di Renzo Boscardin sapeva condurre in porto con efficacia e grande comunicativa. Anche per questa fase occorrevano almeno due giorni interi di lavoro, ai quali si aggiungeva un'altra buona mezza giornata per la post-produzione (titoli, grafica, inserimento musiche, ottimizzazione complessiva).
Tutti questi elementi, ovviamente sintetizzati, davano vita a "Mondo Agricolo". Quella che non è stata menzionata è la passione che ha caratterizzato il sottoscritto e chi lo accompagnava, il vero ingrediente distintivo del programma. Far proprio il significato di una realtà, capire come ottimizzare la resa televisiva, evitare il più possibile banalità e luoghi comuni sembrano concetti operativi semplici e scontati. Se davvero fosse così, allora non si spiegherebbero nè i 100.000 chilometri di media percorsi ogni anno nè tantomeno le 14 ore di media di lavoro al giorno.
Perciò... continuate a seguirci!!